nuoto
In vasca è la prima cosa da imparare, sia che si nuoti per passione che per gareggiare, respirare bene è necessario per la velocità e la resistenza

 
La respirazione nel nuoto è la prima e fondamentale tecnica da apprendere: non esiste neofita a cui non venga spiegato il valore della coordinazione del respiro in acqua, sin dalle prime fasi in vasca, prima ancora di perfezionare il movimento delle gambe e delle braccia.

Il nuoto è lo sport più completo al mondo, fa bene a qualsiasi età perché permette di attivare muscoli e articolazioni in modo omogeneo e più dolce, inoltre l’elemento naturale dell’acqua è capace di agire a livello molto efficace anche sullo stress di ogni giorno.

Per chi si approccia agli sport acquatici per la prima volta, tuttavia, la maggiore difficoltà spesso è proprio rappresentata dalla respirazione. Se nella vita quotidiana inspirare ed espirare sono  meccanismi vitali del tutto automatici, movimenti attivi e passivi così naturali che ci facciamo caso solo sotto sforzo, la respirazione nel nuoto richiede concentrazione. Per nuotare bene è necessario imparare a focalizzare l’attenzione per coordinare il processo respiratorio combinato da compiere in acqua. In altre parole, occorre riuscire a respirare in modo diverso, in modo nuovo.

Ma è davvero così importante la respirazione nel nuoto?

La risposta non può che essere affermativa. In tutti gli stili, e in particolare nello stile libero, imparare a respirare correttamente aiuta a evitare posizioni errate delle gambe e della schiena, inoltre è necessario per:

  • ossigenare meglio i muscoli
  • ridurre la fatica
  • nuotare in maniera più efficace e veloce
  • rubare decimi al tempo finale e agli avversari

 


 

In particolare se il nostro sogno è l’agonismo, acquisire una buona tecnica di respirazione nel nuoto dev’essere una nostra priorità sin dal principio perché in ogni gara il trasporto di ossigeno ai muscoli, al fine di fornire una necessaria fonte di energia, è imprescindibile per ottenere una buona resistenza e velocità. Respirare correttamente ci serve per essere più efficaci e per segnare tempi migliori.

Ma vediamo nel dettaglio qualche consiglio per acquisire la giusta tecnica di respirazione nel nuoto, soprattutto nello stile libero:

  • Inspirare dal naso ed espirare dalla bocca, ed espirare sempre in acqua, in modo fluido e ritmato.
  • Tenere il più possibile dritto il tronco e a filo dell’acqua quando ci giriamo per respirare, evitiamo gli scatti per essere più aerodinamici.
  • Curare bene la coordinazione: se inspiriamo a destra, espiriamo quando la mano sinistra si allunga per dare avvio alla nuova bracciata.
  • Tenere la testa il più possibile ferma, tra un respiro e l’altro, concentrandoci su un punto preciso sul fondo della piscina, in modo da non ruotare il capo durante il movimento. La testa deve muoversi solo per inspirare fuori dall’acqua.
  • Imparare a respirare su entrambi i lati: si tratta di una tecnica avanzata ma necessaria per chi mira a gareggiare, perché respirando solo da un lato non è possibile avere una buona rotazione del corpo e nuotare in linea.
  • Essere concentrati per respirare nel modo più naturale possibile: può sembrare un paradosso, ma sincronizzare il respiro ci permette di nuotare consumando il minor quantitativo possibile di energie.

 

Alcuni consigli per la respirazione

Un ultimo aspetto importante da sottolineare riguarda il ritmo respiratorio: evidentemente è determinato dall’intensità dalla nuotata, tuttavia, a livello generale l’intervallo varia da ogni 2 fino a ogni 4 o addirittura 5 bracciate, nel caso dei nuotatori professionisti.

Mediamente, la respirazione nel nuoto avviene ogni due o ogni tre bracciate, e nell’ambiente le opinioni non concordano su quale sia il ritmo migliore.

  • Respirare ogni due bracciate consente di ridurre il tempo tra un’inspirazione e l’espirazione, aumenta il rifornimento di aria e la resistenza allo sforzo. Per contro, nello stile libero la respirazione ogni due bracciate prevede che si prenda area sempre dal medesimo lato, creando alla lunga scompensi sia a livello muscolare che articolare.
  • Prendere aria ogni tre bracciate, invece, prevede di allungare il tempo tra una bracciata e l’altra riducendo l’ossigenazione; per contro evita gli scompensi descritti nel paragrafo precedente. Una soluzione, nel caso della respirazione ogni tre bracciate può essere quella adottata da numerosi nuotatori professionisti che, a stile libero, cambiano lato di respirazione o a metà vasca oppure ogni fine vasca.

La respirazione nel nuoto non è solo un aspetto necessario da approfondire per riuscire a nuotare bene, ma è anche un argomento affascinante che permette di esplorare le potenzialità di ogni nuotatore, mettendolo a confronto con i suoi limiti per superarli, giorno dopo giorno.

 

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