Calcetto

Se pensi che la partita di calcetto sia praticata soltanto da ragazzi sbagli di grosso. Gli irriducibili del calcetto sono qui apposta per farti ricredere!

“Quando eravamo ragazzi e ci bastava una palla per sentirci invincibili, una squadra per sentirci uniti e un lembo di terreno per sognare l’impossibile. Lo chiamavamo calcio ed era bellissimo” (Fabrizio Caramagna).
Questo non è semplicemente un nostalgico aforisma che ricorda i bei tempi in cui si correva dietro a un pallone durante una partita di calcetto… O per lo meno non per tutti.
Per molti rappresenta un irrinunciabile desiderio di non lasciar andare quei magici momenti e di riviverli ancora e ancora…almeno per un giorno a settimana. Si, stiamo parlando proprio degli irriducibili della partita di calcetto.
Coloro che con grande coraggio indossano gli scarpini ogni settimana sfidando le intemperie, gli acciacchi dell’età e le mogli a casa risentite.

Questi sono degli inguaribili sognatori, uomini al cui interno si dimena ancora un ragazzino esuberante e pieno di energie. Seppur a fine partita occorrano ghiaccio e punture di Voltaren.
Per loro la partita del giovedì sera è un avvenimento da pregustare a cominciare dal suono della sveglia al mattino. La preparazione è come un rituale. La divisa ben piegata e riposta nel borsone con l’attenzione mai dedicata a nessun altro indumento, le scarpette modello CR7 o Lionel Messi tirate a lucido per l’occasione…
Appena arrivati in campo è poi un circo.
Vedremo scarpini scintillanti all’ultimo modello, divise e calzettoni originali di Juve, Inter o Real Madrid e addirittura Borussia Dortmund…e contemporaneamente vedremo una ginocchiera ortopedica far capolino, o un busto lombare con stecche flessibili al sollevarsi di una maglietta…

Ebbene, guai a ridere di questi eroi. Gli irriducibili della partita di calcetto sono prodi e valorosi guerrieri che non temono di combattere l’età per rincorrere un’ora di spensieratezza.
Mentre giriamo in macchina con l’aria calda “a palla” li possiamo osservare inseguire il pallone a – 7 gradi e possibilmente con pioggia battente… E vada pure che tentino senza riuscirci “un tacchetto” lisciando il pallone, o che nel provare una rabona cadano rovinosamente in terra.
Non meritano le nostre risa ed il nostro scherno ma approvazione ed elogi.
E come non citare che tra gli “irriducibili” oramai militano tante irriducibili giocatrici che nelle mitiche partite di calcetto settimanali corrono, dribblano e tentano acrobazie proprio come i loro colleghi uomini.

Ma quali sono i “tipi” di calciatori e calciatrici della partita di calcetto del giovedì sera?

L’ORGANIZZATORE: lui è quello che mezz’ora prima è già in campo a riscaldarsi: corsetta, stretching e allunghi. È lui che, quando tutti sono arrivati, fa le squadre, funge da Var in campo sugli episodi contestati… Lui che da’ appuntamento alla settimana successiva chiedendo le adesioni non appena il match si conclude. Ed ancora, lui che sull’immancabile gruppo whatsapp da la carica ai “soci” già due giorni prima della fatidica partita di calcetto.
No organizzatore? No parti…ta.

IL FISSATO: lo riconoscerete subito, poichè arriverà al circolo vestito di tutto punto con la divisa ufficiale della sua squadra ed il proprio cognome stampato dietro la schiena. Nel borsone i parastinchi pronti da indossare prima del match e puntualmente fisserà la residenza in attacco senza mai dare una mano “in copertura”.
In partita tenterà “veroniche” e colpi di tacco senza riuscirci mai, ma al momento del gol esulterà manco fosse al San Siro o al Maracanà, immaginando lo scroscio degli applausi di migliaia di spettatori paganti.
A volte risulta ridicolo, ma si fa voler bene.

“RINGHIO GATTUSO”: si, in ogni partita di calcetto che si rispetti c’è il giocatore irritabile e inquieto. Magari non avrà la corsa e i polmoni di “ringhio” Gattuso ma di certo ne condivide la collera…
Lui ad ogni intervento sui piedi dell’avversario giurerà di aver preso il pallone, non senza inviperirsi. A qualsiasi fallo richiesto dall’altra squadra risponderà con una risata sarcastica se non anche inveendo contro quelli che, fino a al fischio di inizio, erano suoi amici.
Attira spesso su di sé i “vaffa”, ma tutti in lui apprezzano la gran voglia di giocare.

IL NEYMAR “DE NOI ALTRI”: questo tipo di giocatore è l’acerrimo nemico di quello al punto precedente. È il giocatore che ad ogni minimo tocco ricevuto si butta a terra dimenandosi come se avesse subito l’amputazione dell’arto…reclamando il calcio di punizione.
Ebbene questo è il tipo di giocatore più odiato da tutti e che fa davvero perdere la pazienza a coloro che si ritrovano nella categoria “Ringhio Gattuso”.
È circondato da lamentele ed esortazioni a rialzarsi e davvero tutti si chiedono il perché venga chiamato a giocare ogni settimana.

IL RITARDATARIO INCALLITO: che la partita sia la sera alle 21, il sabato pomeriggio alle 18 o la domenica mattina, questo giocatore arriverà sempre allo scoccare della campana per entrare in campo…ed anche dopo!
Tutti sanno già che farà tardi e alla domanda – chi manca? – risuonerà puntualmente il suo nome come fosse la normalità…
Nessuno lo trova antipatico: agli altri strappa un velo di compassione.

QUELLO CHE NON SI FA MAI LA DOCCIA: bene o male nel corso di numerose partite capita praticamente a tutti di fare la doccia nello spogliatoio con la squadra almeno per una volta.
Non fosse altro che per evitare di affrontare le gelide temperature serali con una divisa sudata indosso.
Ma… c’è quello che, finita la partita, raggiunge gli altri nello spogliatoio vestendo già il giubbotto. Scambia qualche commento sulla partita, scherza un po’ e saluta irrimediabilmente i compagni dandosi appuntamento alla settimana successiva.
Alla lunga nel cuore di ognuno degli altri giocatori si fa spazio il dubbio… “perché mai non fa mai la doccia nello spogliatoio con la squadra?”
C’è chi pensa che le sue doti nascoste non siano sufficienti perché riesca a fare una doccia in presenza di qualcun’altro…o chi al contrario crede che le proporzioni siano tali da lasciare sbalorditi. C’è addirittura chi pensa che il tipo non vada molto d’accordo con l’acqua corrente…
Quale che sia la ragione certo è che lo vedrete lasciare il circolo ancora fumante di sudore…e alle sue spalle trascinerà l’interrogativo dei compagni, destinato a rimanere per sempre irrisolto.

 

 

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