stile libero

Nel descrivere l’evoluzione tecnica delle nuotate, non si può prescindere dal regolamento tecnico, che ci indica quali variazioni sono permesse e quali no.
• Nelle gare a stile libero si può nuotare qualsiasi stile, ad eccezione dei misti individuali e della staffetta 4×100 mista, in cui per stile libero si intende qualsiasi stile che non sia la farfalla, il dorso o la rana
• Nelle virate e negli arrivi si può toccare con una qualsiasi parte del corpo
• Una parte qualsiasi del corpo deve rompere la superficie dell’acqua per tutta la durata della gara, tranne dopo la partenza e dopo ogni virata, in cui è consentito all’atleta rimanere in completa immersione per una distanza non superiore ai 15 metri. Da quel punto la testa dovrà affiorare dall’acqua.
Uno dei fondamentali più importanti della nuotata crawl moderna, è sicuramente il rollio delle spalle e dei fianchi. Quando, verso la fine degli anni Sessanta, gli allenatori americani videro nuotare Mark Spitz con un accentuato rollio avversarono questa tecnica e lo soprannominarono il granchio. Nel 1972, però, alle Olimpiadi di Monaco Spitz vinse sette medaglie d’oro realizzando altrettanti record mondiali, e gli allenatori si dovettero rassegnare alla superiorità di questa tecnica. Un buon rollio, infatti, offre i seguenti vantaggi:
• Dimezza la resistenza offerta dall’acqua all’avanzamento, in quanto soltanto una metà del corpo resta immersa

• Permette l’intervento dei grandi muscoli del tronco, in particolare il gran dorsale che viene allungato in fase di presa ed il pettorale che viene contatto nella trazione

• Permette una respirazione più naturale, limitando la torsione del collo ed evitando inutili tensioni muscolari

• Permette di effettuare delle bracciate più ampie, con un recupero più alto e rilassato sull’acqua.

Per evitare che un rollio eccessivo o mal coordinato comprometta il corretto assetto in acqua si deve iniziare la rotazione del capo per la respirazione solo dopo l’entrata in acqua dell’arto opposto. Questo accorgimento permette di continuare ad avanzare durante la presa sia con la spalla sia con il braccio di appoggio, evita le perdite di allineamento con l’asse del corpo, permette di effettuare la spinta del braccio opposto verso dietro in linea e senza eccessivi scostamenti laterali.
La prima parte della passata subacquea deve essere effettuata a gomito alto. Questo permette:

• alla mano di raggiungere immediatamente il punto più profondo, effettuando una presa stabile per la successiva trazione; • alle spalle di continuare ad avanzare anche durante la fase di presa-appoggio;

• di mantenere le spalle e il tronco sollevati sull’acqua, sfruttando la superficie alare generata;
Una battuta di gambe per ogni cambio di direzione degli arti superiori (con delle variazioni, in quanto la battuta di gambe e legata al tipo di tecnica utilizzata dall’atleta). In una classica interpretazione del crawl, la prima parte della passata subacquea viene effettuata con un leggero appoggio laterale della mano, in fase di presa. In conseguenza di questo appoggio laterale, il corpo si sposterebbe sul lato opposto se non intervenisse la battuta verso il basso e l’esterno della gamba opposta a riallinearlo sull’asse. Nella fase di trazione il braccio tira con forza verso dietro e verso l’interno, provocando uno scostamento del corpo dal suo asse in direzione del braccio stesso. Un colpo verso l’esterno-basso della gamba omologa provvede a bilanciare questo spostamento. Infine, nella fase finale di spinta, il braccio si sposta verso dietro, verso l’esterno e verso l’alto, provocando nuovamente uno spostamento del corpo verso il lato opposto. A bilanciare questo ulteriore spostamento provvede il calcio verso l’esterno-basso della gamba opposta. Nel crawl classico abbiamo quindi tre colpi di gambe per ogni bracciata, ovvero sei colpi per ogni ciclo (6-2).
Il recupero è guidato dalla spalla: per definizione in questa fase devono rilassarsi e riposare i muscoli che vengono utilizzati in trazione, pertanto il recupero viene effettuato a carico del trapezio e del deltoide laterale, con il braccio decontratto e il gomito flesso.

A.M.

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