nuoto agonistico

Dando seguito ai nostri appuntamenti tecnici, oggi parliamo dello stile dorso.

Lo stile dorso è relativamente facile da imparare nella sua forma grezza, per via del viso che viene sempre tenuto fuori dall’acqua, che offre grandi vantaggi per la respirazione. Per quanto riguarda invece, l’affinamento della tecnica, esso è più complesso rispetto agli altri stili perché non vi è la possibilità di sfruttare nessun riferimento visivo.

L’avanzamento avviene in posizione orizzontale supina, il bacino deve essere più sollevato possibile. Il capo è rilassato, appoggiato in acqua e lo sguardo è diretto in alto. La propulsione è data, come nello stile libero, dall’azione continua della bracciata.
Anche in questo caso, come nello stile libero, si possono individuare quattro fasi della bracciata (presa, trazione, spinta e recupero)
Presa: l’entrata in acqua della mano avviene il più lontano possibile, con il braccio teso in avanti. La mano entra in acqua alla larghezza delle spalle. Il primo ad entrare in acqua è il dito mignolo (Questo gesto è presente in maniera considerevole nei duecentisti, meno nei nuotatori delle distanze corte per i quali l’ingresso avviene quasi col palmo)). La mano e l’avambraccio vengono leggermente piegati per prendere l’acqua
Trazione: in questa fase con un’evidente posizione in avanti del gomito, portare il dorso della mano all’interno verso l’alto in direzione della nuotata. La mano oltrepassa il gomito
Spinta: questa fase è la più importante ai fini della propulsione. Terminare il movimento di propulsione con un’energica accelerazione dell’avambraccio lungo la coscia (all’indietro e in basso), seguito immediatamente dal movimento verso l’alto dello slancio della fase aerea
Recupero: emergere con il dorso della mano o con la mano ruotata dalla parte del pollice e , durante la fase sciolta e rilassata fuori dall’acqua, ruotare la mano dal lato del mignolo contemporaneamente alla rotazione del busto

Il movimento delle gambe prende origine dalle anche e si diffonde attraverso la coscia, il ginocchio e la parte inferiore della gamba, fino all’articolazione del piede. Le ginocchia non devono superare la superficie dell’acqua. Durante la battute delle gambe verso l’alto, la coscia, viene spinta attivamente in basso, i piedi sono allungati, rilassati e ruotati verso l’interno.

Nel movimento dinamico di propulsione verso il basso dell’altra gamba i piedi devono restare rilassati. Il movimento di propulsione delle gambe viene eseguito con una frequenza elevata e una scarsa ampiezza .
Inspirare rapidamente e profondamente all’inizio della fase aerea di una delle due braccia. L’espirazione avviene durante il movimento aereo dell’altro braccio.
La coordinazione tra il movimento delle braccia e quello delle gambe deve essere ritmica e fluida. Normalmente le gambate per ciclo di bracciata sono 6.
Nella didattica natatoria, lo scivolamento supino viene proposto successivamente a quello prono, ma la nuotata completa a dorso dovrebbe essere insegnata prima di quella a stile libero. Questo perché una nuotata più semplice rispetto di quella a stile libero ed è un processo motorio più semplice da apprendere.

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